GRANDE GIOIELLERIA FIORENTINA DAL 1369:

IL PIÙ ANTICO LABORATORIO ORAFO DEL MONDO

Firenze e la Toscana sono state la culla delle arti fin dai tempi del Rinascimento dei Medici, e sono l’esempio perfetto del nostro patrimonio culturale. Ma è dal Medioevo, il periodo delle nuove tecniche e arti, che si forma la professione di gioielliere.
Torrini, il più antico laboratorio orafo ancora oggi in attività, con 24 generazioni di maestri orafi, è un mix di tradizione e innovazione che si distingue per la sua tipica identità, dove i valori della tradizione si uniscono alle nuove scoperte tecnologiche, come il 3D e il Laser.
Macchinari di qualità all’avanguardia convivono con tecniche antiche mai abbandonate, perché, come dice Fabrizio Torrini “Sono quelle che offrono l’alto valore artigianale ai nostri articoli. E la versatilità di poter personalizzare ogni gioiello per i nostri clienti”.
Il laboratorio ha un’inconfondibile connotazione artigianale fiorentina, dove alcuni macchinari non sono mai cambiati.
Il metodo di lavorazione mostra l’affascinante gesto estetico di una produzione artigianale.

Le radici della famiglia risalgono al 1300. A Vignano, un piccolo paese (oggi ancora più piccolo) a est di Siena, l’intatta città medievale famosa per il Palio.
Hanno vissuto a Siena e creato opere d’arte per oltre 300 anni. TURA (antenato da cui deriva il nome Turini, poi Torrini), SANO, TURINO, GIOVANNI, TURINO E PIETRO.
La famiglia lavorava come orefici a Siena, presso il famoso Duomo.
Il Battistero del Duomo di Siena ha 6 statue, 4 delle quali sono fatte dagli antenati di Torrini, le altre 2 da Ghiberti (il famoso artista, che ha creato la Porta d’Oro del Battistero a Firenze) e da Donatello. Hanno fatto molte altre opere d’arte in Toscana, in particolare a Pisa e Montalcino.
A Siena la famiglia crebbe così bene rispettata da diventare per 28 volte Piore, un ruolo di servizio pubblico.

Tradotto con www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

Francesco Torrini (1676-1735 circa)
Più tardi a Firenze, una data storica è segnata da Francesco, che il 13 novembre 1700 si iscrive alla corporazione più nobile della città: “L’Arte della Seta” detta anche Portarossa. Non è un caso che l’Arte della Seta sia stata scelta come corporazione di Francesco, in quanto gli orafi appartenevano a questa corporazione da cui il loro “lavoro” di tirare fili sottilissimi utili per essere intessuti all’interno dei drappi di seta, e renderli ancora più preziosi.

Giocondo Torrini (1827 -1896 circa)
Nel Censimento del 1841 conservato nell’Archivio di Stato di Firenze, nei fogli relativi alla popolazione della Parrocchia di S. Salvatore d’Ognissanti troviamo notizia di un altro rappresentante della Casa degli Orefici Torrini: Giocondo Torrini, nato nel 1827.
La sua attività è documentata attraverso numerose menzioni e riconoscimenti presenti nei cataloghi delle mostre e l’esistenza di alcuni gioielli come la raffinata serie, conservata al British Museum di Londra, composta da spilla e orecchini con placchette a mosaico, che raffigurano le colombe di Plinio.
Il British Museum, ha catalogato l’arte artigianale nella Sezione Italiana B.M. # 1994,0111.1-3.

Guido Torrini è nato nel 1896 ed è il nonno dell’attuale proprietario Fabrizio. Ha affrontato la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale. Dopo che la Seconda Guerra Mondiale ha distrutto il laboratorio vicino al Ponte Vecchio, ha ricostruito l’attività con i suoi figli Aldo (nato nel 1921) e poi con Franco (nato nel 1934 e padre dell’attuale proprietario Fabrizio).
Tutti loro hanno continuato a coltivare l’arte orafa di famiglia negli anni successivi, con la massima dedizione e passione.

Alessandra (nata nel 1949, figlia di Aldo) ha gestito la produzione dagli anni settanta fino al 1991.
Fabrizio (nato nel 1962) entra in azienda nel 1986. Da allora ha seguito diversi ruoli, puntando ad una crescita tecnica per una maggiore qualità.
Dal 2011 Fabrizio, padre di Giulia, è l’unico proprietario e Ceo della storica azienda orafa, continuando l’arte orafa di famiglia nella 24° generazione.